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INDEVINZOS (Indovinelli sulla Sardegna) |
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La gente di Sardegna è gente sensibile e impenetrabile con una naturale tendenza all'isolamento, rivolta soprattutto alla salvaguardia della propria identità, ma con una particolare apertura e disponibilità al dialogo. E' gente semplice, accogliente e coraggiosa con sagge regole di vita, che ama conservare le sue antichissime tradizioni che risalgono alla notte dei tempi. Qui di seguito troverete degli indovinelli sulla Sardegna che gentilmente mi ha fatto avere la mia amica Nocciola: Se volete controllare la risposta, posizionatevi sulla domanda e con un semplice click.........
Piccolo paesino, di origine antichissima (nelle immediate vicinanze sono state rilevate testimonianze preistoriche), a 500 m. s.l.m. nella parte centro-orientale della catena del Marghine. Importante la chiesetta di S. Michele del XIII° sec. che si trova al centro del paese, e la chiesetta campestre di S. Marco, meta di devozione nella ricorrenza del 24 Aprile, ubicata in una verde vallata.
L'unico fiume della Sardegna con un tratto navigabile. E' il fiume che attraversa Bosa, centro principale della Planargia, sulla costa occidentale della Sardegna, ricca di vivacità ambientale e di monumenti di un certo valore tra cui merita di essere citata la chiesa romana di S. Pietro dell' IX secolo, e il famoso Castello di Serravalle.
Paesino al confine del territorio di Villamassargia, le cui origini sembrano risalire al periodo nuragico. Importante la chiesa con forme di stile tardo-barocco dedicata a S. Ignazio di Loyola, santo fondatore della Compagnia di Gesù, restaurata di recente, la cui sagra, che si celebra il 31 luglio, riveste particolare interesse.
Paesino situato sulle colline poste al confine tra la Gallura e il Logudoro, circondato da fitti boschi di sughero, lecci e querce di storia millenaria, e da antiche testimonianze di origini nuragiche, romane e medioevali (vedi i ruderi del castello di "Crosta"). Monti è considerata la patria del Vermentino, al quale vengono dedicati solenni festeggiamenti, con degustazione, nella metà di Agosto.
Un tranquillo paese, ricco di tradizioni popolari, che sorge nella costa centro-orientale, lungo la statale 125, poco distante dalla marina di Orosei. Di Orosei ci giunge notizia da Tolomeo, che menziona una stazione romana, Fanum Orisi, che assume poi il nome di Urisè sotto il giudicato di Gallura. L'elemento dominante del suo paesaggio è il mare, dalle trasparenze insolite e dai colori che vanno dal celeste più chiaro allo smeraldo ed al blu più intenso. Importante la festa di Santa Maria 'E Mare, che cade l'ultima domenica di maggio, con corteo di barche infiorate e sfilate con costumi tradizionali. Ai partecipanti, dopo il rito religioso sono offerti cotture di pesce e frutti di mare.
Sorge tra l'Ogliastra, il Sarcidano, il Gerrei, e il Salto di Quirra. Il suo territorio è ricco di insediamenti prenuragici e nuragici, i principali sono le Domus de Janas, con annessa fontana nuragica e il monumento megalitico di Su Perdiargiu. Ma è nota soprattutto per le sue installazioni militari e per il suo poligono sperimentale missilistico.
Paesino nell'entroterra sassarese, al confine con la provincia di Nuoro, ricco di luoghi di culto di pregevoli fatture e di età antichissime. Importanti: la chiesa parrocchiale di Sant'Elena, del tardo '500, che conserva quattro preziose tele del Maestro di Ozieri (del '500), le statue della Pietà (sec. XVI), di S. Elena e di San Michele (sec. XVII); la chiesa di San Timoteo del tardo '600; la chiesa di Santa Rosalia, del tardo '700, la cui devozione è assai viva in Sardegna.
Ridente paesino collinare, solcato da piccoli corsi d'acqua, circondato da testimonianze antichissime risalenti addirittura al Neolitico. Importanti sono le maestose necropoli in cui si sono rinvenuti dei reperti che consentono di collocare le varie fasi di sviluppo delle stesse, nell'arco di 1500 anni, che corrispondono ad almeno cinque ambiti culturali diversi: Cultura di Ozieri, Filigosa-Albeaza, Monte Claro, del Vaso Campaniforme e Bonnannaro.
Uno dei più grossi centri dell'Iglesiente, situato nella valle del Cixerri ai piedi del monte Marganai. Di origine antichissima, presumibilmente del XII sec., è ricca di innumerevoli grotte. La più nota è la grotta di S. Giovanni, uno dei fenomeni carsici più vistosi dell'Iglesiente. La grotta, lunga circa 750 m. è percorribile in auto su strada asfaltata, caso unico in Italia e con due soli altri esempi in Francia e in Australia. Importante la sagra di San Giovanni nel santuario campestre presso la grotta omonima, che si festeggia dal 22 al 25 giugno.
Ridente cittadina che sorge al centro della piana dell'Ogliastra, vicino allo stagno di Tortolì. Di origine antichissima rappresenta uno dei paesi storicamente più importanti dell'Ogliastra, perchè si trova nello stesso sito da 3000 anni. Qui si alternarono Fenici, Cartaginesi e Romani, che ne decretarono l'importanza strategica quale scalo stagionale.
Cittadina costiera che si affaccia sul golfo di Cagliari importante perchè nelle sue vicinanze (in loc. Poggio dei Pini) sorge l'Osservatorio Astronomico in cui si svolgono ricerche di astronomia fondamentale; studi della radiazione solare; di fisica dell'atmosfera e di climatologia.
Iosto, era figlio di Amsicora e anche suo luogotenente. Amsicora era noto nella storia per il suo odio contro i Romani e per il suo coraggio, ma soprattutto per il suo amore per la libertà e per gli sforzi che faceva costantemente per ridonarla alla sua patria. Infatti, diventato ormai insofferente al giogo e alla superbia romana, sollevò un moto di rivolta contro di essi, con l'aiuto di Cartagine. Roma per sedare la rivolta mandò in Sardegna una legione al comando di Tito Manlio Torquato, il quale, arrivato nell'isola marciò contro l'esercito di Amsicora. Questi, che si trovava in Barbagia, per chiedere l'aiuto dei Sardi Pelliti (così chiamati per le pellicce con le quali si coprivano per difendersi dal freddo e dalle intemperie), aveva lasciato il comando a Iosto, il quale, ardimentoso per gioventù, dimentico delle raccomandazioni paterne di attendere i rinforzi Cartaginesi, accettò impudentemente il confronto coi romani che lo sconfissero uccidendo migliaia di rivoltosi. Iosto che in un primo momento riuscì a fuggire, fu inseguito e morì in battaglia. Amsicora sulla via del ritorno aveva intrapreso anche lui battaglia contro i Romani affrontandoli in uno scontro cruento, ma avendo avuto notizia della morte di suo figlio Iosto, si tolse la vita, "di notte, perché nessuno potesse impedirglielo" - da "le storie" di Tito Livio, storico romano- era l'ann0 215 a.c., nel corso della seconda guerra punica.
Geograficamente della Planargia ma ormai aggregato alla provincia di Oristano. Nelle vicinanze sorge un antico santuario dedicato a S. Marco, da sempre meta di pellegrinaggi e di devozioni popolari, e in prossimità del paese è anche visibile un masso a forma di coppia di buoi (che sarebbero stati pietrificati dal Santo per punire un contadino irrispettoso) detto "su ju marmuradu" (il giogo pietrificato).
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