Personaggi della storia di Sardegna
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  • Eleonora d'Arborea - Eroina dei sardi vissuta nel XIV sec., sorella di Ugone, gli succedette nel Giudicato di Arborea. Ugone, che succedette al padre Mariano,quando questi morì di peste nel 1376, era valoroso, combattivo ed energico, ed il Giudicato di Arborea era l'unico che riuscisse a tener testa ai potenti Aragonesi che si erano a poco a poco impadroniti di tutta l'isola. Molto amato dai sudditi, aveva un'unica figlioletta, e gli Aragonesi pensarono di togliere di mezzo tutto ciò che rimaneva della sua stirpe, così nel 1383 uccisero sia lui che la figlia. Ma questi avevano fatto i conti senza Eleonora, sorella di Ugone, e quanto lui valorosa ed energica. Cosi fu lei la nuova Giudicessa, e seppe svolgere così bene le sue mansioni, che in breve tempo si conquisto la stima e la simpatia di tutti. Gli Aragonesi le mossero guerra, ma furono costretti a venire a patti. Regnò così rispettata e temuta fino al 1404. Lasciò alla Sardegna uno dei documenti più preziosi della sua storia, La Carta de Logu, un insieme organico e completo di leggi, un vero e proprio codice in Limba (Lingua Sarda).

 

  • Gian Maria Angioj - Uno dei personaggi storici dell'isola, il suo nome è legato alle lotte per l'indipendenza sarda. Era un nobile sassarese ed ebbe a cuore la libertà della Sardegna e l'affrancatura dei suoi conterranei dalle servitù feudali. Fu a capo di una rivolta nel 1796, ma tradito, fu condannato e dovette fuggire in esilio a Parigi, dove morì nel 1808.

 

  • Sebastiano Satta - Nuorese, nato nel 1867 morì nel 1914. Fu un valido e appassionato cantore della sua terra selvaggia. Di lui ci restano varie liriche tra cui primeggia la raccolta "Canti barbaricini"

 

  • Salvatore Farina - nacque a Sorso nel 1846 e morì a Milano nel 1918. Dopo aver studiato a Torino, giunse a Milano ove partecipò al movimento Letterario della "Scapigliatura". Scrisse una 50ina di opere ora moraleggianti, ora soffuse da un tenue lirismo umoristico. Tra le sue opere, due sono le più famose: "Fante di picche" e "Mio figlio".

     

     

  • Grazia Deledda - E' considerata la più grande scrittrice italiana dello scorso secolo. Nata a Nuoro da una modesta famiglia di agricoltori, vinse nel 1926 il premio Nobel per la letteratura, il più ambito premio letterario mondiale. Silenziosa e riflessiva, fin dall'infanzia mostrò un'intelligenza eccezionale e sopratutto manifestò un profondo amore per le cose, gli usi, i costumi e le storie di Sardegna, e questo amore la portò a scrivere pagine bellissime, in un linguaggio colorito, appassionato ed efficace. dalla sua penna scaturirono decine e decine di novelle e numerosi romanzi, in cui vive tutta una folla di personaggi della Sardegna di allora e di oggi: pastori e banditi, contadine e signore, ricchi e poveri, mugnai e ciabattini. Era la "sua" gente, silenziosa e appassionata, austera e fiera, e le sue immagini perdureranno nel tempo, anche quando la modernità e il dilagare del turismo avranno strappato alla Sardegna tutto ciò che ancora è rimasto di vero, pittoresco e sano.

 

  • Antonio Gramsci - Nato ad Ales, presso Cagliari, nel 1891 e morì a Roma nel 1937. Ebbe un'infanzia povera e malaticcia, ma si distinse ben presto negli studi iniziati a Santu Lussurgiu e terminati a Torino con la laurea. Si interessò attivamente di politica militando nelle file del movimento operaio del Partito Socialista, dal quale si staccò nel 1921 per fondare il Partito Comunista. Arrestato dai fascisti fu condannato al confino e poi al carcere, dove trascorse quasi nove anni peggiorando in salute e scrivendo le mirabili "Lettere dal carcere" a tutti note.

 

  • Giuseppe Dessì - Nato a Villacidro, fu uno dei più seri e colti scrittori del nostro tempo. Anche egli è come la Deledda un appassionato amante della sua terra e della sua gente. L'intensità dei suoi scritti e la poesia delle sue immagini, fanno di Dessì uno scrittore geniale e valido. Vincitore di vari premi letterari. Si dedicò allo studio e al servizio delle comunità insegnando lettere e diventando in seguito Provveditore.

 

  • Antonio Segni - Fu il quarto presidente della Repubblica Italiana. Nacque a Sassari nel 1891 da una antichissima famiglia sarda. Dopo la laurea, continuò i suoi studi in campo giuridico, divenendo docente di Diritto Agrario e Commerciale a Cagliari., e di Diritto Processuale e Civile a Roma. Nel 1919 fu uno dei primi aderenti al Partito Popolare, e dopo la parentesi del fascismo (durante la quale si ritirò dalla vita politica, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana. La sua serietà e onestà gli meritarono la partecipazione a vari governi e la suprema carica dello stato, da cui si dimise nel 1964 per motivi di salute. Morì nel 1972

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Aggiornato il: 02 maggio 2011